Vita universitaria: il mio metodo di studio

By Silvia - febbraio 03, 2017

“April is the cruellest month” scriveva il poeta Thomas Eliot ed io mi domando perché bistrattare uno tra i mesi più belli.

Diciamoci la verità, il mese da lui citato potrebbe essere tranquillamente sostituito con january.

Perché gennaio è il mese della sessione invernale.

Anche se studiare non mi dispiace, farlo a partire dalle feste natalizie e continuare mentre tutti sembrano rilassati e felici alla ricerca dell’acquisto perfetto, può portare a malumore e preoccupazione.

Tuttavia, quando le giornate di studio hanno portato i loro frutti, mi volto indietro e sono soddisfatta del percorso compiuto.

Oggi vorrei condividere con voi il mio metodo di studio ed alcuni consigli nella speranza che possano esservi d’ispirazione e d’aiuto.

L’ascolto

Per aiutare la memorizzazione non può mancare l’invito ad ascoltare le lezioni con animo curioso.

Il segreto è immedesimarsi il più possibile nelle situazioni e creando esempi mentali sul tema.
Questo funziona molto bene nelle facoltà umanistiche.

Pensate di vivere la situazione di cui tratta la lezione o il problema su cui essa verte. Portando gli esempi su noi stessi il nostro cervello sarà più predisposto a memorizzare.

So bene che il nostro livello di attenzione non può essere sempre costante, però vivere consapevolmente le lezioni rende più semplice il lavoro successivo.

Con l’ascolto il programma inizia a delinearsi nella nostra mente e riusciremo ad individuare da subito gli argomenti più importanti su cui sarà necessario soffermarsi di più.

Gli appunti

Per quanto mi riguarda, gli appunti sono una componente fondamentale per lo studio.

Per acquisirli in modo integrale e preciso mi aiuto con il registratore del telefono e successivamente li trascrivo a computer.

Trovo che in questo modo siano più ordinati e comprensibili per il momento in cui li andrò a rileggere e studiare.

La lettura

Leggere è a mio avviso la fase più lunga nonché quella in cui è più facile distrarsi.

Per svolgere questa fase al meglio inizio a focalizzarmi sui concetti fondamentali.

Successivamente, a seconda del tempo e dell’importanza di ciascun argomento, mi addentro nei dettagli.

La sottolineatura

Di solito sottolineo a matita le parti del testo che ritengo salienti e cerco in questo modo di costruire una prima struttura del discorso.

Successivamente vado ad evidenziare definizioni e parole chiave.

I riassunti

Questo è un metodo attuato di recente per lo studio dei libri di testo. Prendo un foglio protocollo e scrivo i concetti precedentemente sottolineati.

Eseguo questo passaggio in modo consapevole, provando già a ripetere o a leggere ad alta voce ciò che vado a trascrivere.

Il mio proposito è di andare a creare un testo di riferimento per la ripetizione le cui parti siano ben collegate tra loro e contengano gli argomenti essenziali.

Cerco quindi di creare un discorso sull’argomento e lo divido in sottotitoli, punti o domande.

Vi assicuro che, almeno per quanto mi riguarda, ripetere una quindicina di fogli protocollo rispetto ad un libro intero è maggiormente rassicurante.

Inoltre, ritengo che la mia memoria venga aiutata ulteriormente dall'impaginazione e dai colori che utilizzo per scrivere le parole chiave dell’argomento.

La ripetizione

Passaggio per me fondamentale è ripetere tutti gli argomenti più volte possibili.

La prima ripetizione è certamente la più impegnativa, per questo motivo mi aiuto con il testo come fosse una lettura ad alta voce.

Quando ho terminato passo alla seconda ripetizione e successivamente alla terza.

Consigli bonus

Scrivere le parole con colori diversi oppure evidenziare le parole chiave. Personalmente utilizzo penne colorate ed evidenziatori color pastello.

Provare a ripetere dalla fine all'inizio poiché di solito è alla fine che si collocano gli argomenti che richiedono più tempo e attenzione.

Crearsi delle falsh card ovvero scrivere sul retro di un post-it una possibile domanda e dall'altro lato la risposta che si intende dare, successivamente, chiedere a qualcuno di pescare una flash card e provare a rispondere.

Ecco i miei consigli per voi, ora sono curiosa di conoscere anche i vostri metodi per confrontarci insieme poiché penso si possa imparare molto gli uni dagli altri.

Abbiate speranza e credete sempre in voi stessi, nelle vostre potenzialità, ma, soprattutto, fidatevi di chi crede in voi.

Restate concentrati sui vostri obbiettivi, ma non siate troppo severi con voi stessi, non rinunciate ai momenti di svago e serenità nella giusta misura.

Vedrete che, anche quando tutto è grigio e sembra che la luce non possa trionfare, un sole radioso splenderà presto per voi.

“Non amo studiare. Io odio studiare.
A me piace imparare. Imparare è bellissimo”.

Natalie Portman

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8 commenti

  1. Post utilissimo! Anche io gestisco lo studio proprio come te. Per me è fondamentale ripetere perché mi aiuta a fissare i concetti! 😘

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  2. Condivido in pieno i tuoi consigli, io solitamente prendo appunti 📝 e poi li riscrivo... trascrivere mi aiuta a memorizzare. 🤓
    In più cerco di fare appunto gradevo in modo che mi venga voglia di studiare visto che ne ho già poca di mio 😝

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  3. Quanti bei consigli! Anche io ho sempre usato impaginazione e colori, ho la memoria fotografica e ancora adesso, dopo 4 anni, riesco a ricordarmi dove erano scritte le risposte alle domande del mio primo esame universitario... :D

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  4. Grazie cara Sara! Anche per me la ripetizione è uno step fondamentale, ti auguro una buona giornata e grazie per aver letto!

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  5. Grazie Chiara, hai proprio ragione, la trascrizione aiuta molto!
    Capisco perfettamente, gli appunti più gradevoli si studiano più volentieri! 🤓

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  6. Grazie cara Elisa, sono davvero lieta tu li abbia apprezzati! Anch’io credo di avere quel tipo di memoria anche se i colori mi aiutano anche per creare appunti più gradevoli, devo ammettere 😂

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  7. Davvero bello questo articolo! Anche io seguo il tuo metodo, a parte le flash card che sono un'ottima idea che credo ti ruberó!
    Un bacio,
    Meri

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  8. Grazie cara! Sono contenta tu l'abbia approvato!

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