Madrid: diario di viaggio onesto alla scoperta dei locali madrileni

by - settembre 13, 2019


Buongiorno ragazze, eccoci finalmente al racconto del mio viaggio a Madrid.
Come sapete, la seconda settimana di settembre ho scelto di visitare con un’amica la capitale spagnola.
Pur riconoscendo il fascino di una metropoli con palazzi eleganti, aree verdi e terrazze affascinanti, in questo articolo vi racconterò anche ciò che ho meno apprezzato.
Iniziamo dunque il nostro diario di viaggio.
Madrid dista due ore e venti minuti dall'aeroporto di Milano Malpensa dal quale siamo partite. Per il volo dell’andata ci siamo affidate ad Easy Jet scegliendo il volo in partenza alle 6.40, con arrivo previsto alle 9.04.
Questo volo comporta ovviamente un risveglio nel cuore della notte, dunque vi consiglio caldamente di farvi accompagnare da un amico o familiare fino all'entrata dell’aeroporto (in questo modo lungo il tragitto avrete occasione di riposare e, all'arrivo, poter sfruttare appieno la giornata).
Di questo volo ho apprezzato la puntualità e la possibilità di vedere l’alba nel momento del decollo: un’esperienza emozionante.

Primero día

9 settembre, ore 6.55. L'alba in viaggio verso Madrid.
Dall'aeroporto all'hotel ci siamo affidate al servizio taxi aeroportuale di Booking, molto efficiente, sicuro e immediato: agli arrivi abbiamo trovato il nostro autista ad attenderci.
Il sito offre un’autista e una macchina che vi porterà dall'aeroporto alla destinazione scelta con un prezzo forfettario (e quindi indipendente dal traffico che si potrà incontrare) di circa 38 euro che potrete dividere tra due, tre o quattro persone.
Abbiamo alloggiato nel quartiere Malasaña, a circa cinque minuti a piedi dalla Gran Vía. Questo quartiere lo definirei un po’ hipster: stradine strette e negozi che sembrano fermi negli anni ottanta.
Per quanto riguarda la scelta dell’hotel, seppur situato in una buona posizione, si trattava di una struttura molto datata, unica nota positiva la pulizia.
Il consiglio che vi do caldamente: non guardate solo le foto sul sito di prenotazione o sul sito web della struttura, bensì sfogliate anche tutte le foto (soprattutto quelle dei visitatori) su TripAdvisor.
(Le foto presenti sul sito e su Booking infatti presentavano una situazione diversa dalla realtà).
La vista dal mio posto vicino al finestrino, grazie Easy Jet.

Ore 10.22. Colazione da Lolina Vintage.
Per fare colazione abbiamo scelto un locale tipico, si chiama Lolina Vintage.
Qui, tra poltroncine di velluto e divanetti, si possono gustare molte proposte di colazione.
I prezzi vanno dai 3 ai 6 euro. Con 3 euro avrete la scelta tra tea, caffè e latte da accompagnare ad un croissant o un toast, con un euro in più avrete anche la spremuta.
I croissant sono disponibili a partire dalle ore 10, son leggermente diversi dai nostri, l’impasto è leggero e la marmellata viene data a parte da spalmare all'interno insieme al burro.


Ci siamo successivamente dirette verso la Gran Vía, passando per Calle Fuencarral.
Questa via, a differenza delle vie interne di Malasaña, ha negozi con marche più moderne e conosciute anche qui da noi (Mango, Victoria Secret, ad esempio) e ristoranti di desing (proprio qui si trova il ristorante della seconda sera, Mérimée Fuencarral).
Giunti sulla Gran Vía avrete subito l’impatto della metropoli, con grattacieli ed edifici imponenti e le vetrine dei negozi luminose e immense.
Qui svetta il grattacielo della Telefónica, con il suo orologio blu cobalto sulla cima ben visibile la sera, e l’edificio Carrión con l’iconico cartellone pubblicitario luminoso della Schweppes.
Procedendo su questa via si trova il famoso palazzo Metrópolis, in stile neoclassico francese. Sicuramente cattura lo sguardo la cupola in ardesia rifinita con foglie d’oro e quello che credevo un angelo sulla cima. L'angelo è in realtà una copia della statua della Fenice.
 Edificio Metrópolis, pensavo ospitasse chissà quali nobili e invece appartiene alla compagnia di assicurazioni Metrópolis Seguros.

Per il pranzo abbiamo scelto un posto molto colorato di nome Vacaciones, è un cocktail bar dallo stile marino, con tavoli in legno, reti da pesca appese al soffitto e sedie in vimini.
Curiosità sui locali: offrono colazione o brunch e sembrano molto piccoli da fuori, in realtà quasi tutti all'interno sono dotati di una tavernetta. La sera dunque si trasformano a tutti gli effetti in cocktail bar e danno il via alla movida madrilena.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la piazza principale della città: Puerta del Sol. Molto ampia, centro di attività commerciale e culturale di Madrid da cui si diramano le vie della città.
Nelle vicinanze vi è anche Plaza Mayor, che ho trovato decisamente più piccola e tranquilla della precedente. Si tratta di una piazza porticata circondata da edifici in stile barocco, da negozi e ristoranti che sinceramente ho trovato molto turistici.

Ci siamo successivamente avviate verso Palazzo Reale passando per Calle Mayor. Qui, subito dopo la Piazza Puerta del Sol, potrete trovare la famosa pasticceria La Mallorquina che realizza croissant, macarons e torte di alto livello.

A proposito di dolci, più avanti, sempre nella stessa via, potrete trovare un negozio di torroni e cioccolatini di nome Turrones Vicens. Qui è possibile anche assaggiare vari tipi di cioccolato e torrone (personalmente ho degustato un quadretto di cioccolato al tea matcha).

Con una piccola deviazione abbiamo visitato anche il mercado de san Miguel.
Si tratta di un mercato coperto che offre prodotti di alta qualità da degustare: i banchetti vendono i loro prodotti al piatto. I costi tuttavia sono piuttosto elevati. Molto instagrammabile il banco con la frutta esposta.
Per la cena della prima sera abbiamo optato per Lateral, su Calle Fuencarral, un locale tipico spagnolo che offre cocktail e piatti locali.
Il menu all'esterno offre la traduzione dei piatti in lingua inglese, differentemente dall'interno in cui risulta particolarmente difficile interpretare i piatti sul menù (qui viene in soccorso google traduttore). Ho assaggiato la tortillas: una torta salata di patate e uova che consiglio solo a chi ama particolarmente la cipolla (quindi non io ;) e le patate al forno con le salse tipiche.
Si conclude così il primo giorno, pensate che dalle tre di notte fino a circa le dieci di sera abbiamo percorso 25.715 passi girando la città a piedi.

Segundo día

La giornata successiva abbiamo optato per la colazione alla Crêperie la Rue, anche in questo caso un locale vintage (in questa zona lo sono un po’ tutti), in cui servono ottime colazioni, soprattutto salate, per chi ne è amante.
Qui ho approvato il toast dolce alla marmellata, artigianale e servita in un vasetto di metallo.

Dopo colazione ci siamo recate alla Catedral de Santa María la Real de la Almudena, vicino al Palazzo Reale. Consiglio di entrare a vedere l'imponenza di questa chiesa, i soffitti altissimi e i mosaici che proiettano luci colorate sulle pareti.
Catedral de Santa María la Real de la Almudena

Palazzo Reale in tutto il suo splendore.
Non siamo riuscite a visitare Palazzo Reale che quel giorno era inaspettatamente chiuso. (Segnalo che la visita per gli studenti minori di 25 anni ha un costo di 6 euro al posto di 12).
Passando per i Giardini Reali siamo arrivate al tempio di Debod, situato su una collinetta nel parco del Cuartel de la Montaña, vicino a Plaza de España (circondata da lavori stradali e inagibile al tempo della nostra visita).
Questo tempio, la cui costruzione è iniziata nel II secolo a.C., è un dono del governo egiziano alla Spagna per evitare che venisse sommerso nella costruzione della diga di Assuan. Avrebbe dovuto esser circondato dall'acqua che penso lo avrebbe reso più suggestivo, purtroppo quando l'abbiamo visitato noi non era presente.
Tempio di Debod
Per il pranzo abbiamo scelto di realizzare un brunch all’Ojala, percorrendo nuovamente molti chilometri per tornare nella nostra zona. Il posto è molto particolare: lanterne che scendono dal soffitto, tante piante verdi e salette dai toni del turchese.
Particolare è la tavernetta arredata come il bar di uno stabilimento balneare (con tanto di sabbia a ricoprire il pavimento) e la toilette con le luci da discoteca (molto particolare!)
Mérimée Fuencarral
Madrid ha l'accesso gratuito ai musei a partire dalle ore 18, tuttavia se desiderate visitare musei grandi come il Prado, non vi consiglio questa scelta, vi sono code chilometriche nel verso senso della parola.
Abbiamo optato, data la giornata nuvolosa, di  visitare Plaza de Cibeles e di entrare nel palazzo. Qui con 3 euro si può accedere all'ultimo piano dell'osservatorio con vista Madrid.
Per chi ha bisogno di un attimo di relax, invece, al quinto piano si trova una zona living gratuita allestita con divanetti e poltroncine da cui godere di una vista sulla piazza e sulla Gran Vía.
Per cena abbiamo trovato il nostro ristorante preferito su Calle de Fuencarral: il Mérimée.

L'atmosfera è veramente accogliente, ho scelto di assaggiare il loro risotto con i funghi, davvero buono.  Anche questo locale non è solo un ristorante ma serve anche colazioni, pause caffè e cocktail bar (come dimostra il bancone con l'esposizione dei gin in foto).

Tercer día

Il terzo giorno è stato il più intenso e sicuramente il più bello dei tre. Dopo essere tornati da Lolina Vintage, per colazione ci siamo incamminate verso il parco del buen Retiro.
L'ingresso al parco è gratuito ma alcune attrazioni come il famoso Palazzo di Cristallo sono chiuse nella giornata di martedì.
Questo parco è immenso quindi il mio consiglio è di affidarvi come sempre a Google Maps per girarlo.
Abbiamo noleggiato una barca a remi, con il costo di 6 euro in totale, per attraversare il laghetto artificiale dell'Estanque Grande e ammirare più da vicino il monumento ad Alfonso XII.
Fun fact: il signore addetto alle barche spingerà la vostra imbarcazione direttamente nel laghetto senza alcuna istruzione su come pagaiare. Fortunatamente sono stabili e imitando gli altri si riesce ad andare avanti.
Dopo il giro nel laghetto, ci siamo avviate verso il Palazzo di Cristallo, a mio avviso l'attrazione più bella di tutte, che si staglia silenziosa tra le fronde. Si tratta di una struttura completamente in vetro, silenziosamente abbracciata dagli alberi e illuminata dai raggi del sole. Un posto sospeso, magico.
Questa è la foto che trovate anche su instagram. Piccola curiosità: ho dovuto modificarla per tantissimo tempo per via delle luci poco favorevoli, era mezzogiorno.

Successivamente ci siamo avviate verso la Rosaleda de El Retiro, un'aiuola all'interno del parco con più di seicento tipologie di rose variopinte e una fontana al centro.
Prima di uscire dal parco del buen Retiro abbiamo anche visitato la biblioteca pubblica: un’area di libero ascesso dove leggere, studiare, lavorare al pc vista parco.
Questo posto è particolarmente silenzioso e rilassante, ho molto apprezzato la scelta di creare delle ampie vetrate sul verde.
La Rosaleda de El Retiro, un giardino incantato nel cuore del parco.

Siamo andate anche a visitare la Real Casa de la Moneda, cioè la Zecca della Spagna, sperando di riconoscere la location della serie tv "La casa de papel" per poi scoprire che qui sono state girate solamente le scene interne (piccolo fail). La facciata della Fàbrica che si vede negli episodi è invece l’ingresso del Consejo Superior de Investigaciones Científicas. Questo edificio l'abbiamo visto da lontano nel percorso verso l'aeroporto con il taxi.

All'ora del tramonto (a settembre il sole tramonta alle 20.30 a Madrid) siamo salite sulla terrazza del Círculo de Bellas Artes, sulla Gran Via, a pochi metri dall'edificio Metrópolis.
Per soli 4 euro raggiungerete mediante ascensore una grande terrazza sui tetti di Madrid e sulla Gran via da cui scattare foto magiche, se riuscirete a farvi largo tra i turisti.
C'è anche una zona cocktail dove è possibile gustare l'aperitivo seduti su dei lettini imbottiti o nei tavolini lungo la terrazza.
Purtroppo per le nuvole scure che non ci hanno donato un tramonto particolarmente suggestivo.
Per la cena dell’ultima sera abbiamo provato la paella mista servita proprio all'interno della tradizionale pentola e da dividere tra due persone. L'indomani è stato il giorno della partenza.
La vista dal Círculo de Bellas Artes. Peccato per il cielo un po' nuvoloso, meritava moltissimo.

Scrivendo questo diario di viaggio mi accordo di quanti luoghi abbiamo visitato girando a piedi in questi tre giorni, è stato sicuramente un viaggio impegnativo.
Tuttavia occorre essere onesti e, pur riconoscendo luoghi belli e ricchi di opportunità per gli abitanti della capitale spagnola (la possibilità di far colazione in posti molto tipici e innovativi, la biblioteca nel parco e le terrazze con i cocktail bar), questo posto non mi ha rapito il cuore come mi è accaduto in altre città italiane (ad esempio Roma).
I prezzi di questa città sono medi, tuttavia ho trovato eccessivo il costo dell’acqua che variava dai 2 euro ai 2 euro e cinquanta per una bottiglietta dal 50 ml (anche se nella biblioteca nazionale era presente una macchinetta dell’acqua che la vendeva a circa 50 cent. Vi consiglio inoltre di acquistarla quando è possibile nei mini market in città per risparmiare su questa cifra sproporzionata).
Ci tornerò? Non penso, perché al momento ci sono tante città e mete che voglio visitare.
È stata un’esperienza, una meta che, dopo aver visitato Barcellona e le isole della Spagna (Minorca, Maiorca e Ibiza) quand'ero più piccola, desideravo realizzare.

Spero che questo post vi possa esser piaciuto e avervi ispirato.
A spero presto, Silvia.

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